Quando in mano ho della roba da buttare via e scopro che nella pattumiera manca il sacchetto di plastica.
Quando prima di dormire ho appena trovato la posizione e improvvisamente mi scappa la pipì.
I rumori emessi dal mio frigorifero.
Quando rientro in casa e ci sono 35°, e scopro che nessuno ha messo l’acqua in frigo.
Quando la domenica pomeriggio mi accorgo di essere senza sigarette e grazie al Ministro Sirchia devo aspettare le 9 di sera per trovare un distributore in funzione.
Quando mi alzo dal divano o dal letto per cercare una cosa, e scopro che ce l’avevo accanto e non c’era bisogno di alzarsi.
Le repliche delle repliche di programmi estivi scadenti.
I boy scout. Questa è una battaglia personale alla quale dedicherò un post specifico.
Quando annullo una stampa, e il PC dell’ufficio si impermalosisce, impedendomi di effettuare stampe future se non previo riavvio.
Quando compro un qualsiasi paio di scarpe e, arrivata a casa, mi accorgo che mi stanno piccole/grandi.
Quando aspetto un sms importante e quel giorno me ne arrivano più del solito. Ma sono tutti della TIM.
Quando cammino scalza e sbatto il mignolo del piede contro l’angolo dei mobile. Ouch.
Affannarmi per essere puntuale e scoprire che la persona con la quale hai appuntamento non si è preoccupata più di tanto del proprio, mostruoso ritardo.
Il mais e i pomodori nell’insalata di riso. L’ho scoperto un’ora fa.
E il must della stagione: le infradito fluorescenti col tacco. Brrrr.
Quante realtà esistono? E quanto sono diverse l’una dall’altra?
La risposta alla prima domanda è: molteplici, needless to say; alla seconda domanda è: molto. Ed io mi sono sempre imposta di volerle conoscere tutte, obbiettivo – questo – assolutamente inarrivabile, anche e soprattutto per questioni statistiche.
Comunque sia, ogni realtà, come facilmente presumibile, ha le proprie prassi, il proprio linguaggio, i propri personaggi, metodi e procedure.
Da ogni realtà percepita mi arrivano sensazioni diverse; tutte però mi obbligano ad assumere un’attitudine: di adattamento, di analisi, di osservazione distaccata e scientifica e, perché no, a volte anche di disgusto. La sensazione che accomuna i miei approcci con tutti questi micro e macrocosmi però è sempre la stessa: quella dell’orgoglio della conoscenza.
E la realtà dei blog io non la conoscevo. Adesso la conosco e, anche se non sono ancora in grado di definire le mie sensazioni a riguardo, so che ne ho imparato ben presto metodo e linguaggio; ma soprattutto, SO che esiste un’ulteriore realtà, ed è per questo motivo che ringrazio la persona che mi ha dato la chiave di accesso a questo piccolo mondo contemporaneo.
Il mio PC di casa è deceduto, e fino a quando non lo riparo (o non ne compro un altro), questo blog non sarà aggiornato.
Spero vivamente di non doverlo ricomprare, altrimenti dovrò trovare un modo di fare molti soldi nel più breve tempo possibile. E senza sfociare nell’illegalità! Potrei realizzare il mio progetto delle navette per Marte.
A presto (spero).
Finalmente ho capito perché negli Stati Uniti a 18 anni non puoi bere alcolici, ma puoi possedere un’arma. Occorre essere sobri per prendere bene la mira, noooo?
Ma che bello!
A partire da oggi, e chissà per quanto tempo, l’alone di negatività che di solito affligge il week-end ha deciso di anticipare la propria comparsa FIN DAL GIOVEDI’! Il copia e incolla della sfiga si espande!
"Sulle controversie tra i generi"
X: Perché voi donne….
M: NOI donne? NOI donne? Già se dici così delle donne non hai capito proprio un cazzo.
X: Perché?
M: Perché ogni donna è unica. Io almeno lo sono. E quelle che non lo sono, beh…almeno devi dar loro l’illusione di esserlo.
X: Sì, ma non vi va mai bene niente…
M: Insisti col plurale o è un maiestatis?
X ride. E prosegue: siete difficili, complicate, la vostra mente è un mistero quasi inaccessibile.. i vostri comportamenti non sono mai coerenti coi vostri pensieri…
M: Certo, è meglio un mondo dove regna la prassi stimolo-risposta. Fame: mangiare. Sete: bere. Stimolo: pisciare. Ma dai…almeno noi (maiestatis, of course) facciamo aleggiare un po’ di mistero in um mondo così scontato.
X: Guarda che alla fine noi capiamo lo stesso…
M: Beh, sì, ovvio.
M. sorride e pensa tra sé e sé: ma allora com’è che ancora non hai capito che mi andrebbe di scoparti?
Scena: M. fuma una sigaretta con lo sguardo un po’ bastonato. X è con lei.
X: Ehi, che hai? Qualcosa che non va?
M.: Niente che tu possa risolvere. Cioè, in teoria potresti, ma non credo che vorresti.
X.: Ah...beh..capisco.
(M pensa: e chiedimi cos’è, no? Ti credi tanto intelligente e non ci arrivi neanche)
Cala il silenzio. M. fuma sempre più nervosamente, e fissa il vuoto.
X: Ne vuoi parlare?
M.: No, grazie…non credo sia il caso.
X. Ok, se non vuoi dirmelo, rispetto il tuo silenzio.
(M. pensa: Sei proprio un coglione. Non sei neanche un po’ curioso? Bastardo, insisti)
M guarda X. X si sente obbligato a dire qualcosa per mascherare l’imbarazzo.
X: Allora sei sicura?
M.: Sì, lascia perdere.
Cagasotto.
È ufficiale
Ho un telefono più intelligente della sua padrona, che pensa al posto suo e le evita di fare cazzate.
(Lei lo ignora e le fa lo stesso, ma questa è un’altra storia…)
Week-end
A questo punto inizio a pensare che qualcuno più in alto di me abbia selezionato la parola “sfiga†e ne abbia fatto un copia e incolla multiplo su tutte le fasce orarie di ven-sab-dom. Come se il week-end non fosse di per sé già abbastanza triste.
Ma come mi sono ridotta....
....a chiedermi se sia meglio una risoluzione dolorosa o una sostanziale dimostrazione di indifferenza.
Mah. Forse è ora di guardare altrove.
23/02/2003
Cambia tutto, ma quella cosa io la penso ancora.
Suonava bene
Io sono la luce e l’ombra
La sabbia e la roccia
Il vento e l’onda
La rabbia e la calma
La pace e la guerra
La foglia, l’albero, le radici, il tronco,
La voce e il silenzio, le nuvole e il fulmine,
Il pianto ed il riso,
La bocca, gli occhi, il naso, i piedi,
Il fumo ed il fuoco,
Il caldo ed il freddo,
Il ghiaccio e il vapore,
La sfera ed il cerchio,
Il cubo e il quadrato,
La terra ed il fango,
Il delfino ed il gatto,
La carta e l’acciaio,
L’erba e l’asfalto,
La valle incantata,
Il miele prezioso
Il sapore dolce di ciò che è nuovo,
L’odore buono di ciò che c’è già .
Happy Bloomsday
Non posso non rendere omaggio al 100 anniversario del Bloomsday.
Thank you, James.
1000
Sono le visite a questo blog.
Considerato che 750-800 sono mie, ringrazio quelle 3 o 4 persone che ogni tanto passano di qui a dare un’occhiata.
Oggi su Rai 3 sono partite le ennesime repliche di “Saranno famosi”.
Quel telefilm mi ricorda le medie. A me piaceva il neo-romantico Martelli, il capellone che suonava il piano, mentre detestavo Coco e avevo una particolare simpatia per Danny Amatullo, lo sfigato pseudo-comico che non faceva ridere.
E come dimenticare l’insegnante di danza, Lydia, quando sbottava con quel “Voi volete il successo, la fama, ma queste cose hanno un prezzo; ed è qui che si inizia a pagare…col sudore”.
Bei ricordi.