Il nuovo Sudoku con il timer mi mette l'ansia.
Analizziamo lo spot della spuma Nivea per i capelli ricci.
Due amiche, probabilmente coinquiline, si stanno preparando ad uscire.
La prima, carina, chiede consiglio all'amica sul vestito da mettere. L'amica bastarda, che si sta asciugando i capelli, storce il naso con l'aria un po' disgustata, e lei se ne va via con la coda tra le gambe.
La stronza continua ad impomatarsi i capelli con la spuma specifica per i ricci, e il risultato è chiaramente invidiabile.
Allora la poveretta di prima, non contenta dell'umiliazione precedente, ma chiaramente oggetto di invidia in quanto molto più carina, torna all'attacco e le chiede: "Qual è il tuo segreto per avere dei ricci così belli?"
E l'altra, raggiungendo vette di acidità inesplorate, le risponde "Hai presente le dita?", celandole così l'esclusivo segreto di bellezza.
Fossi stata l'amica, avrei risposto: "Sì, ho presente le dita. Ficcatele nel c***".
Però poi mica lo so se lo mandavano in onda.
Mi rendo conto di aver inaugurato una rubrica e poi averla completamente trascurata. Il fatto è che non mi ricordavo di averlo fatto.

Luigi GHIRRI
"Marina di Ravenna", 1972
cm. 17x23
Vintage Master Print
© Eredi Luigi Ghirri
Courtesy: Photology, Milano
Su Vanity Fair ho letto che Stefano Ricucci ha guadagnato svariati milioni di euro in poche ore, semplicemente facendo credere di volersi comprare il Corriere della Sera.
Ecco, io approfitto di questo blog per sbandierare l'intenzione di comprarmi La Repubblica.
....
(Dopo 30 minuti).
Non ho ancora visto un centesimo.
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Anche lo spam è in vacanza.
Ammiro chi riesce, in un momento come questo, a non pensare a tutto il male che sta accadendo nel mondo. Io invece ho solo voglia di piangere e di urlare. Non riesco a non pensare a come - da piccola - sentendo i racconti della guerra, mi sentissi fortunata. Si raccontava di fame e di miseria, di paura e di disperazione, e io pensavo: "Menomale che la guerra è finita". Quando sentivo parlare di guerra "mondiale" mi sentivo soffocare da un senso di intrappolamento; ingenuamente pensavo che non ci fosse un al mondo dove non piovessero bombe. E invece c'era. Ora, non c'è più. Ora, c'è la III Guerra Mondiale. E io ci sono. Sono qui a realizzare gli incubi bui dell'infanzia.
Molti proclamano orgogliosamente la fine del politically correct e della diplomazia. Al terrore si risponde con la forza (candido eufemismo per "guerra"), alimentando la già proliferante guerra tra civiltà. Basta con le distinzioni illuminate tra Islam e terrorismo. Basta con il dialogo. Ora ci vuole il pugno duro. Ok, come non capirli?
Ma a queste persone chiedo: e se fosse proprio questo quello che i terroristi vogliono?
New York, Madrid, London, Sharm el Sheik.....
I AM afraid.
(Terrorista, godi: io HO paura. Invece di mettere un'altra bomba, fatti una sega.)
Mi sveglio la mattina.
Presto, alle 6, perché il lavoro è in centro e abito lontano.
Prendo il caffè.
"Amore, vado a lavorare"
Lavoro tanto, ma lo faccio per noi.
Tra un paio di mesi ci sposiamo. Non vedo l'ora.
Prendo il treno. E poi la metro.
Terrorismo.
No, è guerra civile.
Bombe. Sangue. Morti. Cadaveri.
Kamikaze.
Kamikaze?
Non a Gaza. Non a Gerusalemme.
A Londra.
Prendi la metro. E muori.
O peggio, sopravvivi.
(Questo post è dedicato alla memoria di Benedetta Ciaccia)
Stasera si inaugura in questo blog una nuova rubrica settimanale dal titolo "Belle immagini".
Si parte con questa.

Henri Cartier Bresson, 1908-2004 (Cent'anni in cui ha avuto molte cose da dire)