Ci sono persone che si ricordano quello che dici solo per usarlo contro di te.
Ovviamente uno di questi è il mio capo.
Se da un lato - giustamente - mi lascio scivolare addosso la sua meschinità e vado avanti sorridendo, dall'altro trovo allucinante il fatto che la mia carriera (ah ah! battuta! ridete) dipenda da uno squilibrato che gioca con il mio futuro a proprio piacimento, senza preoccuparsi minimamente della responsabilità che questo comporta, e oltretutto con criteri di giudizio totalmente deprecabili.
Ovviamente il fatto di essere una donna non aiuta, o meglio, aiuta in casi particolari di conclamata avvenenza e disponibilità, o, in mancanza di queste, di ruffiano opportunismo.
Sì, è vero, scopro l'acqua calda, lo so. E tante volte ho pensato che in fondo, da questo punto di vista, sono molto poco furba. Non riesco a separare le persone dai loro ruoli; non riesco, ad esempio, a stare in competizione dentro l'ufficio con le persone che frequento anche fuori dall'ufficio; preferisco farmi da parte, senza pestare troppi piedi, per paura di ferire la gente.
Sbaglio, e lo dico senza ipocrisia o falso moralismo.
Sbaglio perché sul lavoro non devono esistere gli amici. Sbaglio perché troppo spesso dico quello che penso, e danneggio il mio futuro con le mie stesse mani.
Sbaglio, è vero, ma non posso fare altrimenti, perché se verrà un giorno in cui non dirò quello che penso per paura delle conseguenze... quel giorno mi farò schifo...