Molly's place. Please disturb.

Un blog a scanso di equivoci
domenica, giugno 29, 2008

Hot

Temperatura esterna: 35°C circa.
Temperatura interna: la situazione è molto più critica.
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Per la serie: fuffa

mercoledì, giugno 25, 2008

Un fenomeno in rapida evoluzione

Ora non ho tempo, ma un giorno ci fermiamo a parlare di quelli che stanno fermi dentro le rotonde a parlare al cellulare?
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Per la serie: fuffa

lunedì, giugno 23, 2008

Crimini contro l'infanzia

Suvvia, in fin dei conti c'è di peggio dell'Italia battuta ai rigori dalla Spagna.
Ad esempio stasera ho conosciuto una bimba di nome Jamaica.
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Per la serie: fuffa

giovedì, giugno 19, 2008

Everything in its right place



Milano, Arena Civica, 18 Giugno 2008.
Un pacco di soldi spesi benissimo.
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Per la serie: music

domenica, giugno 15, 2008

Un tranquillo weekend di paura

Premessa:
Ciò che contestiamo negli altri è quello che ci rifiutiamo di accettare in noi stessi.

Mi hai detto che sono saccente mentre ti mettevi su un piedistallo per giudicare cosa della mia vita ritieni sbagliato, rifiutando l'idea che ad altri (e a me in primis) quello che tu disprezzi piace TANTISSIMO.
Mi hai detto che sono aggressiva mentre dicevi che di me non te ne frega un cazzo.
Mi hai accusato di denigrare gli altri mentre tu denigravi me.
Mi hai detto che dico di no a prescindere a tutto: certo che se continui a propormi corsi di balli latino-americani, fiori di Bach, french manicure, e colloqui con padri spirituali della santa chiesa cattolica apostolica (sai che sono atea, sì? Non ti interessa? Sei violenta), non stupirti se ti dico di no. Non  mi interessa. Capisci? NON MI INTERESSA. E non è un pregiudizio. Prova a propormi altro. Se insisti a propormi ciò che sai che non mi piace, significhi che non rispetti il mio gusto ed il mio criterio di giudizio. E questo io lo ritengo grave. Non si può condividere tutto. ACCETTA che siamo diverse. Accettalo. Immedesimati. Come io faccio con te nell'evitare inviti infelici a cose che non ti interessano. Cercare di coinvolgere in modo insistente ed ostinato gli altri nella propria vita non significa condivisione, significa bisogno compulsivo che gli altri ci assomiglino. E quindi ego/ismo-centrismo. No, grazie. Non voglio somigliarti, voglio prendere il buono che c'è in te e farne tesoro. Per il resto c'è l'inviolabile distanza di sicurezza delimitata dal rispetto e dalla comprensione.
Ti rifiuti testardamente di accettare l'esistenza di altri punti di vista oltre al tuo mentre credi di essere l'onniscienza fatta persona. "La gente non ha bisogno di lezioni, LA GENTE non ne se fa niente di una come te". Ti do una notizia che ti potrà sembrare incredibile: tu non sei LA GENTE. Alcune persone, non tu, adorano i miei presunti difetti. Perché sono persone ironiche. E sanno giocarci. Ti dà tanto fastidio che faccia la maestrina? Perché? Perché magari non ammetti di aver bisogno di imparare qualcosa. Che io ovviamente non ti voglio insegnare. Perché non siamo all'asilo.
Mi hai detto che faccio la superiore; beh, magari il problema è tuo che hai dei complessi di inferiorità, non ci hai mai pensato?
"Se te la prendi così vuol dire che quello che dico è vero". No, grandissima stronza: se me la prendo così è perché quello che dici NON è vero. E perché mi sento sola ed incompresa. E mi cascano le braccia. Perché le cose che mi dici con sincerità le apprezzo e le custodisco, quando sono vere. L'ho fatto e te l'ho detto, ma a quanto pare la tua memoria è selettiva.
Mi hai insultato dimostrando la tua poca intelligenza, dicendomi che sono fredda e distaccata dalle emozioni. E che "vivo male" (quando quella perennemente infelice e sotto psicofarmaci sei tu, non io). Certo, vivo male secondo i tuoi criteri. Ma io ne ho altri, e, guarda caso, non sono l'unica ad averli diversi dai tuoi. Elabora il concetto che poi ne riparliamo.
Hai parlato, parlato, parlato (mentre mi davi della logorroica) ma non hai ascoltato un secondo. UNO. Umiliante.
Hai toccato il fondo mettendomi in bocca parole non dette, violando i principi logici di qualunque discussione civile (ah già, mi hai anche detto che sono "incivile". Io) oltre che dell’imprescindibile onestà intellettuale.
Hai riportato cose false davanti alla mia migliore amica. False. MAI DETTE. Mai nemmeno PENSATE. Tipo che odio i bambini, traduzione nel tuo linguaggio distorto della mia frase "Non credo di avere l'istinto materno, i bambini mi annoiano subito perché quando sono piccoli non ci puoi parlare. E a me non piace giocare". Se questo è odiare.
Poi mi hai detto che sono egoista perché sono troppo altruista e che il mio bisogno di aiutare gli altri gratifica innanzitutto me stessa. Però hai aggiunto che se non faccio nulla per gli altri sono ugualmente egoista. Allora deciditi.
Hai sostenuto una cosa e subito dopo il suo contrario.
Hai deriso i miei ideali. Hai mortificato il mio ruolo di difesa dei più deboli dicendo che ognuno deve pensare a sé e io non posso salvare il mondo.
Hai detto che ti sei vergognata di me perché il mio tono era arrogante. Questo mentre mi gettavi addosso parole pesanti come macigni e merdose come un campo di grano appena conciato.
Hai iniziato a raschiare il fondo quando ad un certo punto che io ti chiedevo di chiarirmi un concetto che non avevo capito l'hai preso per strafottenza e hai chiuso la discussione (la mancanza di argomenti validi scotta, vedi alla voce vigliaccheria). E non hai più parlato dicendo che comunque non te ne fregava un cazzo e che sono una repressa che ha bisogno di lasciarsi andare. Cosa ti fa pensare che io non mi lasci andare? Forse non lo faccio con te, ma se vuoi ho una decina di numeri di cellulare che puoi chiamare per conferma.

Hai detto che non valgo niente. Dopo qualche giorno che mi avevi scritto che mi volevi bene e che mi ritieni la tua migliore amica. Che neanche avessimo 16 anni. E comunque no grazie, le mie migliori amiche non mi affossano così. Né si permetterebbero mai di giudicare la mia vita in modo così distruttivo ed immotivato.
Hai detto che non valgo niente, appunto: e forse basterebbe questa frase a spiegarti come ti sei ridotta, anziché queste migliaia di parole. Che comunque non avresti voglia di leggere.


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Per la serie: sick sad world

venerdì, giugno 13, 2008

Potere degli europei

Ho appena sentito mio babbo insultare Mutu.
Sounds kinda weird.
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Per la serie: fuffa

martedì, giugno 10, 2008

Ho riso in faccia al farmacista



Raccomandato dai migliori medici di Springfield.
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Per la serie:

martedì, giugno 10, 2008

Play it again, Molly

Ieri sera ho visto Woody Allen in "Provaci ancora Sam" ed ho realizzato che io SONO Woody Allen in "Provaci ancora Sam".
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Per la serie: fuffa

lunedì, giugno 09, 2008

Facile come bere un bicchier d'acqua

Per capire quello che si vuole basta ottenere quello che si credeva di volere, scoprendo così di volere tutt'altro.
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Per la serie: fuffa

domenica, giugno 08, 2008

Les yeux



Dedicato a chi mi ha detto che ho degli occhi stupendi, con l'invito a recarsi dall'oculista... :)

(Ho le rughe, e allora? Solo perché sorrido spesso)
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Per la serie: fuffa

mercoledì, giugno 04, 2008

Schizofrenia

Confusione
Mi ricordo che ero triste e mi hai chiesto "Piccola, che c'è?" con il risultato che adesso mi ricordo cosa ho provato quando mi hai chiamato piccola ma non mi ricordo più perché ero triste
Se poi?
Come faccio adesso che?
Esisto anche sotto altre forme, per te che non sei te ma un altro
Ci sono, ma come?
Vuoto in testa
Però...
Troppe persone. In ogni senso.

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Per la serie: giovani uomini e giovani donne

lunedì, giugno 02, 2008

Telegrafismi

Weekend fuori.
Tornata ora.
Divertita.
Trenitalia merda.
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Per la serie: fuffa

Qui, a volte, si urla.

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