Senza filo logico, sono troppo incazzata e poi ho sonno
Quelli che "Luttazzi ha insultato Ferrara".
Quelli che "la libertà va bene ma se ne deve fare un uso responsabile".
Quelli che "Luttazzi mi ha deluso".
Quelli che "La battuta su Ferrara non faceva nemmeno ridere".
Et cetera.
Siamo un paese triste, e questa è l'unica verità.
Luttazzi non ha insultato nessuno: i giornalisti o sedicenti tali imparino a fare un uso corretto delle parole, perché nel mestiere mi sembra una groundrule. Insultare significa dire "Ferrara, ehi tu, ciccione di merda! Non capisci un cazzo, brutto stronzo!", mentre quella di Luttazzi era una battuta di satira (you know, satira?) talmente paradossale e lontana dalla realtà che nessuno avrebbe dovuto offendersi.
Secondo: pessime le reazioni di tutti i blogger. Sono d'accordo solo con lui e loro.
Terzo: seguo Luttazzi da ormai 11 anni. Nessuna battuta, nessuna frase, neanche la più grottesca e colorita, mi ha mai offeso o fatto gridare allo scandalo. La satira deve poter parlare di tutto senza limiti, altrimenti non si chiama più satira. Come sostiene lo stesso Luttazzi, la satira deve disturbare le coscienze. Edulcorarla significa solo violentarne la natura e trasformarla in Bagaglino.
E poi la censura è sempre sbagliata. Una televisione che censura Luttazzi e fa il botto con la De Filippi è una televisione di un paese che sta male.
E poi stasera, mentre ero in ospedale a trovare una persona, vedo posata su un letto la rivista "Dipiù Tv" con in prima pagina un box che ritrae Fabrizio Frizzi, e sotto il virgolettato "Ho sofferto per le ragadi" (immortalato col telefonino).
Vado a letto.
