Ehi voi! Signori uomini! Sì dico a voi. Salve. Per favore, non dite di condividere la mia idea di matrimonio (firma in Comune vestiti normali, servizio fotografico con Polaroid in autoscatto, rinfresco a base di fettunta e pane e salame), se poi sapete già che andrà a finire così:
- Vi sposerete in chiesa, di luglio, con 38,5°C all'ombra e un'umidità del 97%, con addosso un completo di Armani da 2500 Euro (cifra che vi causerà un infarto al momento del taglio della cravatta);
- Aspetterete all'altare una donna che stenterete a riconoscere: le extension bionde, le ciglia finte e il vestito stile "meringa viennese" vi faranno pensare di aver sbagliato clamorosamente giorno;
- Farete 3 ore di servizio fotografico in stile "Sposi romantici negli anni 80", compresa la tristissima posa con la giacca tenuta per due dita dietro la spalla, i prismi di luce, e l'espressione di entusiasmo che solitamente si riserva davanti al pagamento dell'ICI;
- Offrirete una cena a base di crostacei e tartufi del valore di 120 Euro a decine di persone di cui potreste fare a meno, tra le quali si annoverano di solito: parenti di cui ignoravate l'esistenza, amici che vi metteranno in imbarazzo ubriacandosi fin dall'aperitivo, persone che "stava male non invitare" perché "al loro matrimonio ci hanno invitato";
- Perderete tutte le partite della vostra squadra del cuore passando le domeniche a fare la lista di nozze. No, non sperate nel posticipo: starete discutendo con la vostra futura consorte per decidere tra l'insalatiera in cristallo di Boemia e il set per la fondue bourgougnonne.
Sì, andrà a finire così. Quindi evitate di manifestare apprezzamento per le mie idee, se poi sposate le vostre tradizionalissime fidanzate. Fate qualcosa di più concreto. Sposate me.