

E così, dopo mesi in cui ne ho sentito parlare (ma senza mai sentire il bisogno di andarci), ieri sera sono stata trascinata all'aperitivo nel locale più wannabe-Versilia di Firenze, il posto di cui tutti parlano e in cui tutti purtroppo vanno.
In un tripudio di french manicure, extension e tacchi 10 per lei, e camicie a righe, giacche e ciuffi improbabili per lui, si ritrovano, tra gli altri: i giovani rappresentanti della Firenze bene, immediatamente riconoscibili per lo stile wannabe-LapoElkann; giovani e meno giovani donzelle in gruppo agghindate come fosse Capodanno; svariati esemplari di maschio arrapato pronti al complimento-standard verso chiunque, e altri modelli sociologici da manuale che non starò ad elencare per questioni di spazio.
Buono il cibo, almeno quello; per il resto, trovo semplicemente ridicolo che esista la prenotazione del tavolo (non siamo a Forte dei Marmi, siamo su un viale desolato alla periferia Sud di Firenze, quindi smettete di fingere di essere un locale chic: non bastano i camerieri in alta uniforme e la bottiglia sul tavolo), l'assenza di posti per sedersi, la densità umana per metro quadro (pari a 125 unità circa), l'aggiunta difficoltà di tenere in mano un piatto ed una forchetta, e magari mangiare, nell'impegno costante di non farsi travolgere dal movimento di persone intorno, la scarsità di tavoli su cui lasciare il piatto usato, la musica nostalgica in una sala e truzza nell'altra, la zona fumo praticamente attigua alla sala principale senza alcun divisorio, la difficoltà nel compiere qualunque passo senza pestare i piedi a qualcuno, i cocktail a base di ghiaccio. Disgustorama.
Quando poi a fine serata, sulla via che mi conduceva all'uscita dell'inferno, mi sono ritrovata, senza nemmeno rendermene conto, a canticchiare Barbie Girl degli Aqua scoprendo di ricordare ancora tutto il testo a memoria, ho capito che questa è stata proprio una serata da dimenticare.
Mentre scrivo, il mio hard disk sta subendo una scansione a tappeto (e i rumori prodotti non sono affatto di conforto). Finora sono stati rilevati circa 370 file infettati da un virus denominato Gaelicum.
Non so come andrà a finire, né se il PC sopravviverà, né se io avrò la pazienza di mettermi qui a ripulire tutto, ma se non ci si dovesse risentire a breve sappiate che avrò scoperto l'untore e mi sarò recata a casa sua con addosso un giubbotto imbottito di tritolo.
Statemi bene.
Se è vero che sono single poiché sono troppo selettiva (o gli altri lo sono con me, non ho ben capito ancora), è anche vero che le circostanze spesso obbligano a rivedere le priorità; tutto questo per dire che in questo momento scapperei con chiunque avesse un pieno di benzina.

