Molly's place. Please disturb.

Un blog a suo agio in una minoranza
lunedì, aprile 21, 2008

E la mente vaaaaaaaaa

Un programma di Socci.
Una colonscopia.
Essere costretta a mangiare uno scarafaggio caramellato da un venditore ambulante di Beijing.
Maria De Filippi.
Un comizio antiabortista di Giuliano Ferrara.
Una fiction di Rai 1.
Miss Italia.
Una fiction di Rai 1 su Miss Italia.
Er Cipolla.
Svegliarsi in una cassa di legno sepolta sotto terra.
Il circo Togni.
Alda D'Eusanio.
Il virus Ebola.
I tronisti.
La maledizione di Montezuma.
Un'encefalite virale.
La visione di una pinna di squalo mentre nuoti al largo.
Mino Reitano.
Uno Tsunami.
Maria Teresa Ruta.
Una poesia di Sandro Bondi.
La colite spastica.
Il Bagaglino.
Un insetto nel piatto.
Il Milan o la Juve che vincono lo scudetto.
Un editoriale di Feltri.

Ah sì, scusate. Stavo elencando mentalmente una serie di eventi al cui confronto l'idea di un altro governo Berlusconi non è poi così male.
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Per la serie: italia, un grande paese

martedì, aprile 15, 2008

Rassegna(ta) stampa

Silvio Berlusconi began building his new Government today after a sweeping victory in the Italian general election, but there were early concerns that his new administration will be beholden to the populist and stridently anti-immigrant Northern League.

The League, which doubled its vote to more than 8 per cent, opposes Muslim immigration to defend the "Christian identity" of Italy and detests the European Union, whose officials were once called "filthy pigs" by the party’s unpredictable leader Umberto Bossi.

Iniziano già a prenderci per il culo, là fuori, e tutto ciò è fantastico

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Per la serie: italia, un grande paese

lunedì, aprile 14, 2008

E comunque

Nel 2001 vinse la Casa della Libertà; due mesi dopo ci scappò il morto al G8, tre mesi dopo crollarono le torri e meno di  un anno dopo la Corea ci buttò fuori dai mondiali. Nel 2006 vinse l'Unione, e due mesi dopo festeggiavamo la coppa del mondo al Circo Massimo.
Potevate farlo anche solo per quello
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Per la serie: italia, un grande paese

lunedì, aprile 14, 2008

Per G. Neri

Ah, e vorrei aggiungere un pensiero dedicato a Gianluca Neri.
Caro Gianluca, se invece di fare lo snob del cazzo, quello che non si sporca le mani andando a votare, quello che chiede e basta, quello che pretende che un partito somigli solo a lui, ignorando i principi fondamentali della democrazia, quello che si schifa del PD, quello che non solo se ne sta a casa a commentare ridacchiando il risultato delle elezioni tra i radical-chicchissimi amici blogger il cui maggior problema al momento attuale sembra essere l'indecisione tra i servizi di take away etnici (Cosa ordiniamo? Messicano? Giapponese? Dio, la mia vita è un inferno), quello che si arroga il diritto di sputare sentenze sulla situazione politica senza aver contribuito ad essa, quello che se ne sta sulla sua personale torre di snobismo ultra moderno tecnologico aka sono-una-spanna-sopra-a-voi-poveri-stronzi, ecco, caro Gianluca, se invece di essere tutto questo, tu scendessi per qualche secondo dal piedistallo e ti mischiassi  con chi a votare ci è andato, turandosi o meno il naso, e se tu analizzassi lucidamente la situazione, capiresti che non solo il povero stronzo sei tu, ma è anche tutta colpa tua.
Con scarsissima stima,
tua (da oggi ex) lettrice.
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Per la serie: italia, un grande paese

lunedì, aprile 14, 2008

Miseries of the day

Piove, questa fottuta dieta mi sta facendo vedere i mostri dalla fame, continuo a ricevere delusioni dagli uomini, sono stata in coda un'ora in macchina, Berlusconi sta per tornare al potere e anche io non mi sento tanto bene.
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Per la serie: italia, fuffa, un grande paese

giovedì, febbraio 22, 2007

Don't panic

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Per la serie: italia, un grande paese

mercoledì, febbraio 21, 2007

A noi proprio governare 'un ci garba

"La politica della sinistra si basa sull'essere contro Berlusconi e basta" (leggenda popolare)
Invece la destra non esulta per le sconfitte della sinistra. No.

Buonasera a tutti. Questo post andrà in onda in forma abbreviata e confusa per venire incontro alle mie capacità mentali.
Per il voto di due stronzi è caduto il governo. Succede, quando non hai pianisti.
Ho sentito La Russa commentare la faccenda e mi è venuta voglia di reistituire la pena di morte.
Ma è stato il mio babbo, da sempre bonariamente incapace di differenziazioni e obbiettività nei confronti della sinistra tutta, a commentare la faccenda più lucidamente di tutti:
"Ora basta con quella gente porca madosca! Vi si è preso con noi, s'è presentato gli impresentabili, vi s'è voluto bene, ma ora speriamo vi piglino foco i centri sociali, accident'a voi".
E poi, per completare il luogo comune del toscano incazzato, ha chiosato con una fantasiosa e colorita bestemmia.
E pensare che, da quando D'Alema si era incontrato con il Papa, il mio babbo non aveva più bestemmiato.

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Per la serie: italia, un grande paese

giovedì, agosto 31, 2006

Come disse una volta un mio amico: "Il sito di Trenitalia lo hanno fatto fare al cugino scemo di uno dei Brutos".

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Per la serie: italia, disavventure

martedì, giugno 27, 2006

Forza, Italia

Ieri, l'Italia è passata ai quarti di finale e al referendum costituzionale ha vinto il NO con una maggioranza schiacciante.
Insomma, è stata una bella giornata per il nostro paese.

 

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Per la serie: italia, un grande paese

venerdì, aprile 14, 2006

L'atteggiamento di certi bloggers davanti ai risultati elettorali mi ricorda molto da vicino quello dei miei ex amici intellettuali che, appena usciti dal cinema, sputavano sentenze massacranti nella paura (opinione mia) di apparire ingenuotti o troppo portati ai facili entusiasmi.
Sappiamo tutti che la blogosfera ha i suoi leader e i suoi seguaci: la democrazia delle opinioni è cosa lontana anche qui.
E quindi, laddove l'intellettuale di turno tira le somme della (sua personale) analisi politica (somme di insoddisfazione e pessimismo), una massa di bloggers minori e psicologicamente sudditi seguono la corrente del disfattismo, del mancato entusiasmo, delle percentuali non proprio brillanti - catastrofiche, a detta di qualcuno - del "preparo le valigie ed espatrio".
Che espatrino, che se ne vadano, che la smettano una volta per tutte e che inizino a ragionare come la logica ci impone: Berlusconi non c'è più, e ringraziamo per una volta una sua legge che ci ha fatto vincere.
Ci sono quelli che si vergognano dei festeggiamenti in piazza, come se aver concluso il periodo più nero della nostra storia non valesse bene una bandiera sventolata in piazza. Vergogna. Questa parola usata a sproposito. Io mi vergogno che alla TV esista uno come Fede, mi vergogno che il mio paese abbia una legge come la Bossi-Fini, mi vergogno della sudditanza politica degli alleati di Berlusconi nei suoi confronti. Sventolare bandiere in piazza dopo la fine del baratro, per me, che nella blogosfera non conto un cazzo ma che certamente me ne fotto del Gianluca Neri di turno, non è una vergogna. Sarei andata anche a strombazzare clacson per la strada, se non fossero state le 3 di notte.
Basta con le autocritiche e le spaccature interne, che diventano fessure colmabili con l'astensionismo (consapevole o meno: ai fini del conteggio, poco importa).
Nessuno dice che Forza Italia ha perso il 6% (o giù di lì), nessuno riesce ad accettare che abbiamo vinto con delle regole sporche, create (e qui giace il paradosso) per nuocerci e non per avvantaggiarci.
Abbiamo vinto. Punto.
E ora basta piangersi addosso. Censuriamo la nostra infantile auto-commiserazione e impariamo a governare, che quello l'abbiamo fatto poco nella nostra storia.

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Per la serie: italia

martedì, aprile 11, 2006

Ok, sarà una vittoria tirata per i capelli ma è pur sempre una vittoria.
Certo, è solo l'inizio, ma aver sconfitto Berlusconi è più di un buon inizio, è un ottimo inizio.
Ora però basta dare addosso all'Unione, basta con gli intellettualismi del giorno dopo. Troppo facile. Chi ha votato Prodi e poi lo ridicolizza è bene che la prossima volta voti dall'altra parte, con tutti i rischi che ciò comporterebbe.
Ora si governa. Punto. Me ne fotto se la maggioranza non è schiacciante: ce lo insegna l'esperienza che per un punto si vince o si perde.
E Berlusconi ha perso ai punti. Mi basta. Io sono felice.
Se, come sostiene Moretti, Berlusconi ha già vinto, a prescindere dal risultato elettorale, è un altro paio di maniche.
Se si sono fatti sciaquare il cervello, se la gente ha modificato il proprio modo di pensare in favore del suo, è un altro problema, di cui non nego l'esistenza, ma dal quale cerco di non farmi distrarre.
Il vero quesito è: è stato lui a ridurli così (egoisti, malpensanti, razzisti, furbetti, incoerenti, un po'ipocriti, molto arroganti), o l'Italietta degli imbecilli era già "predisposta" e lui ha semplicemente cavalvato l'onda?
Mah. Io ad esempio stamattina, quando mi sono sentita dire "Ora Prodi vi fa pagare l'ICI, Berlusconi l'avrebbe tolta", il quesito me lo sono posto.

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Per la serie: italia

giovedì, marzo 30, 2006

Questo paese mi fa sempre più schifo

Sei un immigrato alla disperata ricerca di un permesso di soggiorno?
Hai fatto la coda alle Poste per consegnare tutti i moduli?
Sei in regola con le scadenze?
Il tuo sogno è quello di venire in Italia?
Da oggi è facile: basta convertirsi.

(Battute a parte, trovo scandaloso che il credo religioso - o presunto tale - sia non solo un parametro discriminante di giudizio della persona, ma anche un modo per oliare i meccanismi dolorosi dell'immigrazione di massa. Questo paese mi fa sempre più schifo. I cattolici mi fanno ancora più schifo. E se qualche cattolico mi legge, che mi perdoni. In fondo è il suo mestiere.)

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Per la serie: italia, un grande paese

lunedì, marzo 13, 2006

Finalmente.

Finalmente qualcuno ha deciso di scoperchiare la pentola immonda degli affitti in Italia. Chi ha visto "Viva l'Italia" ieri sera su Rai 3 lo sa. Bravi. Bravi. Proposta per la prossima legislatura: aridatece l'equo canone.

Finalmente si è capito che il luogo comune più in voga tra i fan (e non) di Berlusconi ("È un grande comunicatore") è crollato miseramente nella trasmissione di Lucia Annunziata.
Come può essere un grande comunicatore uno che risponde solo alle domande che lui stesso consiglia ai giornalisti di fargli (o che molti giornalisti non gli fanno, per consumata vigliaccheria, vedi alla voce "Costanzo"), e che, nel momento in cui si ristabilisce l'ordine razionale delle cose applicato alle interviste (e cioè, è il giornalista che scrive le domande), si alza e se ne va indispettito, contravvenendo non solo alle groundrules della buona educazione, ma al dovere civile di politico rappresentativo della (presunta) maggioranza degli Italiani?

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Per la serie: italia, tivvù, un grande paese, il nano bagongo

Qui, a volte, si urla.

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