Molly's place. Please disturb.

Un blog a suo agio in una minoranza
mercoledì, luglio 02, 2008

Don't save a prayer for me now...



Ecco, io penso che se la gente ascoltasse di più i Duran Duran, il mondo sarebbe un posto migliore.
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Per la serie: fuffa, music, sick sad world

domenica, giugno 15, 2008

Un tranquillo weekend di paura

Premessa:
Ciò che contestiamo negli altri è quello che ci rifiutiamo di accettare in noi stessi.

Mi hai detto che sono saccente mentre ti mettevi su un piedistallo per giudicare cosa della mia vita ritieni sbagliato, rifiutando l'idea che ad altri (e a me in primis) quello che tu disprezzi piace TANTISSIMO.
Mi hai detto che sono aggressiva mentre dicevi che di me non te ne frega un cazzo.
Mi hai accusato di denigrare gli altri mentre tu denigravi me.
Mi hai detto che dico di no a prescindere a tutto: certo che se continui a propormi corsi di balli latino-americani, fiori di Bach, french manicure, e colloqui con padri spirituali della santa chiesa cattolica apostolica (sai che sono atea, sì? Non ti interessa? Sei violenta), non stupirti se ti dico di no. Non  mi interessa. Capisci? NON MI INTERESSA. E non è un pregiudizio. Prova a propormi altro. Se insisti a propormi ciò che sai che non mi piace, significhi che non rispetti il mio gusto ed il mio criterio di giudizio. E questo io lo ritengo grave. Non si può condividere tutto. ACCETTA che siamo diverse. Accettalo. Immedesimati. Come io faccio con te nell'evitare inviti infelici a cose che non ti interessano. Cercare di coinvolgere in modo insistente ed ostinato gli altri nella propria vita non significa condivisione, significa bisogno compulsivo che gli altri ci assomiglino. E quindi ego/ismo-centrismo. No, grazie. Non voglio somigliarti, voglio prendere il buono che c'è in te e farne tesoro. Per il resto c'è l'inviolabile distanza di sicurezza delimitata dal rispetto e dalla comprensione.
Ti rifiuti testardamente di accettare l'esistenza di altri punti di vista oltre al tuo mentre credi di essere l'onniscienza fatta persona. "La gente non ha bisogno di lezioni, LA GENTE non ne se fa niente di una come te". Ti do una notizia che ti potrà sembrare incredibile: tu non sei LA GENTE. Alcune persone, non tu, adorano i miei presunti difetti. Perché sono persone ironiche. E sanno giocarci. Ti dà tanto fastidio che faccia la maestrina? Perché? Perché magari non ammetti di aver bisogno di imparare qualcosa. Che io ovviamente non ti voglio insegnare. Perché non siamo all'asilo.
Mi hai detto che faccio la superiore; beh, magari il problema è tuo che hai dei complessi di inferiorità, non ci hai mai pensato?
"Se te la prendi così vuol dire che quello che dico è vero". No, grandissima stronza: se me la prendo così è perché quello che dici NON è vero. E perché mi sento sola ed incompresa. E mi cascano le braccia. Perché le cose che mi dici con sincerità le apprezzo e le custodisco, quando sono vere. L'ho fatto e te l'ho detto, ma a quanto pare la tua memoria è selettiva.
Mi hai insultato dimostrando la tua poca intelligenza, dicendomi che sono fredda e distaccata dalle emozioni. E che "vivo male" (quando quella perennemente infelice e sotto psicofarmaci sei tu, non io). Certo, vivo male secondo i tuoi criteri. Ma io ne ho altri, e, guarda caso, non sono l'unica ad averli diversi dai tuoi. Elabora il concetto che poi ne riparliamo.
Hai parlato, parlato, parlato (mentre mi davi della logorroica) ma non hai ascoltato un secondo. UNO. Umiliante.
Hai toccato il fondo mettendomi in bocca parole non dette, violando i principi logici di qualunque discussione civile (ah già, mi hai anche detto che sono "incivile". Io) oltre che dell’imprescindibile onestà intellettuale.
Hai riportato cose false davanti alla mia migliore amica. False. MAI DETTE. Mai nemmeno PENSATE. Tipo che odio i bambini, traduzione nel tuo linguaggio distorto della mia frase "Non credo di avere l'istinto materno, i bambini mi annoiano subito perché quando sono piccoli non ci puoi parlare. E a me non piace giocare". Se questo è odiare.
Poi mi hai detto che sono egoista perché sono troppo altruista e che il mio bisogno di aiutare gli altri gratifica innanzitutto me stessa. Però hai aggiunto che se non faccio nulla per gli altri sono ugualmente egoista. Allora deciditi.
Hai sostenuto una cosa e subito dopo il suo contrario.
Hai deriso i miei ideali. Hai mortificato il mio ruolo di difesa dei più deboli dicendo che ognuno deve pensare a sé e io non posso salvare il mondo.
Hai detto che ti sei vergognata di me perché il mio tono era arrogante. Questo mentre mi gettavi addosso parole pesanti come macigni e merdose come un campo di grano appena conciato.
Hai iniziato a raschiare il fondo quando ad un certo punto che io ti chiedevo di chiarirmi un concetto che non avevo capito l'hai preso per strafottenza e hai chiuso la discussione (la mancanza di argomenti validi scotta, vedi alla voce vigliaccheria). E non hai più parlato dicendo che comunque non te ne fregava un cazzo e che sono una repressa che ha bisogno di lasciarsi andare. Cosa ti fa pensare che io non mi lasci andare? Forse non lo faccio con te, ma se vuoi ho una decina di numeri di cellulare che puoi chiamare per conferma.

Hai detto che non valgo niente. Dopo qualche giorno che mi avevi scritto che mi volevi bene e che mi ritieni la tua migliore amica. Che neanche avessimo 16 anni. E comunque no grazie, le mie migliori amiche non mi affossano così. Né si permetterebbero mai di giudicare la mia vita in modo così distruttivo ed immotivato.
Hai detto che non valgo niente, appunto: e forse basterebbe questa frase a spiegarti come ti sei ridotta, anziché queste migliaia di parole. Che comunque non avresti voglia di leggere.


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Per la serie: sick sad world

giovedì, aprile 24, 2008

A me moltissimo

Ma a voi questa cosa della salma di Padre Pio non vi fa un po' senso?
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Per la serie: sick sad world

lunedì, dicembre 10, 2007

Senza filo logico, sono troppo incazzata e poi ho sonno

Quelli che "Luttazzi ha insultato Ferrara".
Quelli che "la libertà va bene ma se ne deve fare un uso responsabile".

Quelli che "Luttazzi mi ha deluso".
Quelli che "La battuta su Ferrara non faceva nemmeno ridere".
Et cetera.
Siamo un paese triste, e questa è l'unica verità.
Luttazzi non ha insultato nessuno: i giornalisti o sedicenti tali imparino a fare un uso corretto delle parole, perché nel mestiere mi sembra una groundrule. Insultare significa dire "Ferrara, ehi tu, ciccione di merda! Non capisci un cazzo, brutto stronzo!", mentre quella di Luttazzi era una battuta di satira (you know, satira?) talmente paradossale e lontana dalla realtà che nessuno avrebbe dovuto offendersi.
Secondo: pessime le reazioni di tutti i blogger. Sono d'accordo solo con lui e loro.
Terzo: seguo Luttazzi da ormai 11 anni. Nessuna battuta, nessuna frase, neanche la più grottesca e colorita, mi ha mai offeso o fatto gridare allo scandalo. La satira deve poter parlare di tutto senza limiti, altrimenti non si chiama più satira. Come sostiene lo stesso Luttazzi, la satira deve disturbare le coscienze. Edulcorarla significa solo violentarne la natura e trasformarla in Bagaglino.
E poi la censura è sempre sbagliata. Una televisione che censura Luttazzi e fa il botto con la De Filippi è una televisione di un paese che sta male.
E poi stasera, mentre ero in ospedale a trovare una persona, vedo posata su un letto la rivista "Dipiù Tv" con in prima pagina un box che ritrae Fabrizio Frizzi, e sotto il virgolettato "Ho sofferto per le ragadi" (immortalato col telefonino).
Vado a letto.




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Per la serie: sick sad world, tivvù

domenica, dicembre 09, 2007

Sentirsi stupidi per averci creduto

Al governo comandano i cattolici estremisti.
Luttazzi è stato oscurato.
Va di moda il viola.
Non ho dubbi: siamo di nuovo nel 2001.




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Per la serie: sick sad world, un grande paese

mercoledì, dicembre 05, 2007

Cronaca

Amanda accusa Patrick, che accusa Sollecito, che accusa Rudy, che accusa il vero colpevole dell'omicidio di Meredith: Anna Maria Franzoni.
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Per la serie: sick sad world

domenica, agosto 26, 2007

E io che avevo pensato solo all'Isola dei Famosi

No, vabè, ma è naturale.
In questo paese se non sei sospettato almeno di omicidio non sei veramente nessuno.
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Per la serie: sick sad world, un grande paese

Qui, a volte, si urla.

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Preferiscimi, ma ti avverto: creo dipendenza

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